21 Febbraio 2024

Bias e Pregiudizi sono sempre negativi?

La percezione umana è un processo complesso, mediato da meccanismi biologici e psicologici che ci permettono di interpretare e reagire all’ambiente circostante.

Una delle chiavi del successo della specie umane risiede proprio nella sua capacità di reagire, analizzando le informazioni, adattandosi in maniera eccezionale all’ambiente circostante.

Il processo di analisi ed elaborazione delle informazioni non è perfetto, richiede un grandissimo dispendio energetico e viene influenzato da vari fattori, tra cui i bias cognitivi.

I bias sono “schemi” di pensiero ricorrente, ovvero la tendenza sistematica a processare, catalogare o reagire nel medesimo modo se esposti a uno stesso (o similare) stimolo. I Bias agiscono spesso senza che ne siamo consapevoli e vengono perlopiù considerati irrazionali o inefficaci in determinati contesti. Tuttavia, questi meccanismi di pensiero non sono sempre e soltanto errori di elaborazione. Essi rappresentano anche valide strategie evolutive che ottimizzano la capacità di elaborazione e decisione in condizioni di incertezza o di limitate risorse cognitive.

Bias come strategia evolutiva

Da un punto di vista evolutivo, i bias cognitivi possono essere intesi come adattamenti che hanno permesso agli esseri umani di sopravvivere e rispondere al meglio a stimoli e ambienti complessi e in rapido mutamento. In contesti in cui le informazioni sono sovrabbondanti, non sufficienti o il tempo per prendere decisioni è limitato, i bias aiutano a filtrare le informazioni e a orientare comportamento e risposte focalizzando su ciò che viene ritenuto più importante basandosi sulle esperienze passate o su altre “scorciatoie” di pensiero.

In generale è bene ricordare che utilizziamo costantemente strategie e scorciatoie di pensiero che tendono ad ottimizzare le energie e le risorse a disposizione oltre a ridurre sensibilmente il tempo di elaborazione o azione. Basti pensare a quante azioni quotidiane o ragionamenti effettuiamo in maniera automatiche, che non necessariamente significa che agiamo in maniera inefficiente o irrazionalmente.

In ogni caso tra le scorciatoie di pensiero e Bias più comuni che utilizziamo costantemente vi sono:

  • Euristiche: Sono un’insieme di scorciatoie cognitive veloci che permettono di prendere decisioni rapide con uno sforzo cognitivo ridotto. Un esempio è l’euristica della rappresentatività, che le persone utilizzano per valutare la probabilità che un oggetto o una persona appartenga a una certa categoria basandosi su quanto esso è rappresentativo di quella categoria.
  • Effetto ancoraggio: La tendenza a fare affidamento sulle prime o sulle ultime informazioni recepite (l’ancora) quando si devono prendono decisioni o effettuano scelte rispetto a una grande mole di informazioni. Questo bias può essere d’aiuto per ancorare le proprie decisioni al informazioni salienti ignorando le altre che potrebbero non essere utili.

Strategie per riconoscere e attenuare i Bias negativi

Come è evidente e comunemente accettato i bias possono condurre a decisioni errate o pregiudizievoli. Riconoscerli e mitigare la presenza dei bias negativi è dunque essenziale per un processo decisionale più accurato e imparziale. Riflettere sui seguenti aspetti può dunque contribuire a ridurre il loro impatto:

  • Consapevolezza: Essere consci dei propri bias è il primo passo per mitigarli. La formazione e l’educazione su tipologie comuni di bias e pregiudizi possono aumentare questa consapevolezza. Se, ad esempio, ci rendiamo conto di vivere in un ambiente fortemente maschilista, potremmo esserne influenzati quando chiamati a scegliere tra uomini e donne. In questo caso dovremmo dunque dedicare maggiore attenzione e consapevolezza.
  • Pensiero critico: Utilizzare un approccio critico e non superficiale quando analizziamo le informazioni ricevute aiuta a valutare con maggiore oggettività le evidenze, riducendo l’impatto dei bias. Soprattuto quando le nostre decisioni e valutazione possono avere un impatto importante.
  • Diversità di prospettive: Il confronto con gli altri, come ad esempio in sessioni di brainstorming, mantenendo apertura mentale nei confronti di prospettive diverse dalle proprie può contrastare i bias derivanti da una poca elasticità mentale o da una visione mono culturale.

Conclusione

I bias cognitivi, sebbene possano superficialmente apparire come ostacoli alla logica e alla razionalità nelle decisioni, sono essenziali e inevitabili nel processo decisionale. Consentono agli esseri umani di navigare in un mondo complesso con una capacità di elaborazione limitata, offrendo strumenti e meccanismi di adattamento formidabili in ambienti incerti.

Tuttavia, è fondamentale riconoscere quando questi meccanismi automatici portano a ragionamenti e decisioni pregiudizievoli o fallaci e lavorare attivamente per mitigarne gli effetti. Attraverso la consapevolezza, il pensiero critico e l’accettazione di diverse prospettive, possiamo affinare la nostra capacità decisionale, bilanciando efficacemente velocità e accuratezza del nostro ragionamento e delle decisioni.

In ogni caso non possiamo avere timore di decisioni, valutazioni e ragionamenti che facciamo inconsapevolmente, poiché sia consapevolezza che inconsapevolezza sono generate dal medesimo cervello, ovvero da noi stessi.

Per approfondire:

  • Kahneman, D. (2011). Thinking, Fast and Slow. Farrar, Straus and Giroux.
  • Tversky, A., & Kahneman, D. (1974). “Judgment under Uncertainty: Heuristics and Biases.” Science, 185(4157), 1124-1131.
  • Gigerenzer, G., & Gaissmaier, W. (2011). “Heuristic Decision Making.” Annual Review of Psychology, 62, 451-482.
  • Nickerson, R. S. (1998). Confirmation bias: A ubiquitous phenomenon in many guises. Review of General Psychology, 2(2), 175-220.
  • Gigerenzer, G. (2009). Decisioni Intuitive. Raffaello Cortina Editore.

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