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SELEZIONE DEL PERSONALE A MILANO

MIF HR è specializzata in soluzioni personalizzate di ricerca e selezione del personale e di reclutamento continuo. La sua sede operativa è a Milano e opera in tutta Italia. Garantisce il massimo impegno e professionalità per tutte le tipologie di clienti, dalle PMI alle multinazionali.

I nostri professionisti sono specializzati nella ricerca, selezione e valutazione del personale con e senza esperienza. Selezioniamo profili cross-industry e le nostre ricerche sono adatte per tutti i livelli aziendali, dal top management agli addetti operativi.

Garantiamo soluzioni ad hoc, prestando la massima attenzione all’analisi del fabbisogno aziendale.

La fase di analisi, cruciale in ogni processo di selezione, ci permette di creare un piano di lavoro condiviso e trasparente, che assicuri la selezione dei migliori talenti sul mercato.

I nostri head hunter utilizzano i migliori strumenti per selezionare e analizzare i potenziali candidati per le posizioni vacanti delle aziende clienti.

Ogni selezione è un processo complesso che richiede la progettazione di strumenti specifici sia per la fase di ricerca sia per quella di valutazione dei potenziali candidati.

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Le nostre aree di specializzazione

Siamo certi che un percorso di selezione del personale svolto con successo crei un valore aggiunto per le aziende. In un mercato altamente competitivo dove la circolazione del know- how e delle tecnologie è rapida e diffusa, solo attraverso la scelta e la valorizzazione del capitale umano si può raggiungere il successo.

Information Technology
IT

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nel settore dell’information technology, è in grado di selezionare professionisti, che possano fornire un valore aggiunto alle aziende clienti che operano in un settore competitivo e in continuo mutamento.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: IT manager, Programmatori e sviluppatori, Project manager, Analisti, Sistemisti, Architetti

Turismo
Turismo

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nel settore del turismo, è in grado di selezionare risorse competenti, che possano accrescere la professionalità e la qualità dei servizi dei nostri clienti, impegnati in un settore che richiede passione, dedizione e flessibilità.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: Hospitality manager, Account manager, Booking manager, Personale di servizio, Supervisor, Quality manager

Ingegneria
Ingegneria

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nel settore dell’ingegneria, è in grado di selezionare professionisti con anzianità differente, che possano fornire soluzioni innovative per le aziende dei nostri clienti, impegnate in settori dinamici e altamente specializzati.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: Ingegnere meccanico, Ingegnere elettronico, Ingegnere aereonautico, Ingegnere chimico

Personale SAP
SAP

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nel campo SAP, è in grado di selezionare professionisti con anzianità differente, che garantiscono la gestione, programmazione e customizzazione dei sistemi SAP, così da fornire ai nostri clienti un controllo preciso e accurato dei propri sistemi informatici.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: Analista SAP, Consulente SAP, Amministratore di sistema, Sviluppatore SAP, Docente SAP

Finanza
Finance

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nel settore della finanza e della contabilità, è in grado di selezionare professionisti, che possano fornire un valore aggiunto alle aziende clienti che operano in settori competitivi e in continuo mutamento.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: CFO, Controller, Finance manager, Accountant manager, Accountant , Analyst e consultant

Vendita
Sales

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nell’ambito sales, è in grado di selezionare risorse competenti, che possano accrescere il valore delle aziende nostre clienti, impegnate in settori che richiedono passione, dedizione e flessibilità.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: Sales manager, Sales account, Sales area manager, Export manager, Team leader, Marketing manager

Human Resource
Hr

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nell’ambito Hr, è in grado di selezionare risorse competenti, che possano fornire grande professionalità alle aziende nostre clienti, impegnate in settori che richiedono passione, dedizione e flessibilità.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: Hr specialist, Addetto formazione, Addetto paghe e contributi, Consulenti del lavoro, Hr consultant

Managment
Management

Mif Hr, grazie all’esperienza dei propri Head Hunter nel settore del management, è in grado di selezionare professionisti con anzianità differente, che garantiscono la gestione, il controllo e la pianificazione delle realtà aziendali dei nostri clienti, ambiti altamente strategici che richiedono la massima competenza.

Tra le posizioni più ricercate in questo settore vi sono: COO, General manager, HR manager, Business manager, Area manager, Responsabile contabilità

Perchè scegliere Mif HR?

Affidandosi ai nostri esperti si avrà la certezza di risultati in breve tempo, senza trascurare la riservatezza per ogni incarico affidatoci.

Per ogni iter selettivo stabiliamo, in accordo con il cliente, le differenti fasi e progettiamo test specifici per valutare le competenze specifiche dei candidati.

MIF HR non richiederà alcun pagamento anticipato, poiché lavoriamo per obiettivi a tutela dei nostri clienti. Crediamo fortemente che ogni processo di selezione concluso in maniera ottimale fornisca un valore aggiunto alle aziende.

Accompagniamo i nostri clienti lungo tutto il processo di selezione e non solo. Garantiamo il corretto inserimento delle risorse in azienda, supportando clienti e selezionati. Nel caso in cui il processo di inserimento in azienda non andasse a buon fine assicuriamo la riapertura della selezione senza costi aggiuntivi.

 

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Le ultime news

Scritto il: 12/04/2021
Che cos’è la Brand Identity e come supporta il Core Business permettendo alle risorse di essere più partecipi e di conseguenza maggiormente produttive?
Scritto il: 16/12/2020
La selezione del personale è un’attività delicata, lunga e costosa, ma che, purtroppo, da sola non basta a garantire prestazioni efficaci.Nessun dipendente, a prescindere dal suo potenziale, può svolgere un lavoro se non sa cosa deve fare e come farlo. Queste indicazioni vengono fornite dall’attività di orientamento/onboarding, troppo spesso sottovalutata.L’onboarding, termine coniato negli anni 70, indica il processo di socializzazione organizzativa attraverso il quale i neoassunti acquisiscono le conoscenze, le abilità e i comportamenti necessari per diventare membri effettivi dell’organizzazione.Di solito i programmi di orientamento sono progettati e realizzati dal reparto delle risorse umane, ma la maggior parte dell’attività quotidiana è svolta dal supervisore, quindi tutti i manager dovrebbero sapere come accogliere e favorire l’inserimento dei loro dipendenti. L’orientamento offre ai nuovi arrivati le informazioni di base essenziali (come le credenziali per l’accesso agli account aziendali e le regole dell’ufficio) per svolgere il proprio lavoro, ma questa attività fa parte di un processo più ampio, quello dell’onboarding, che idealmente dovrebbe aiutare i dipendenti a legarsi e coinvolgersi emotivamente con l’azienda.  Il programma di onboarding può durare da qualche giorno fino ad un anno, e di solito la prima parte è svolta dallo specialista delle risorse umane che si occupa di fornire al nuovo arrivato gli strumenti e le informazioni per essere operativo. Dopo la prima fase, l’onboarding dovrebbe essere gestito dall’organizzazione nel suo complesso, in particolare dai colleghi e dai diretti superiori del nuovo arrivato.Infatti, per i nuovi dipendenti, integrazione, socializzazione e soprattutto senso di appartenenza sono molto influenzati dal comportamento e dalla cultura dei loro colleghi.Gli esperti concordano sulla fondamentale importanza della prima impressione che i candidati hanno dell’azienda. L’opinione dei dipendenti sull’azienda inizia a prender forma nelle prime interazioni che si hanno con essa ed è poi difficile cambiarla, ciò ha evidenti conseguenze sia in termini di produttività sia sul turnover dei dipendenti. Tutti gli sforzi e i costi sostenuti per la ricerca delle risorse umane e per la loro formazione iniziale potrebbero essere vanificati da uno scorretto inserimento, il quale può pregiudicare il rendimento dell’intera azienda. Atteggiamenti disfunzionali, disorganizzazione e attriti che si generano dal malessere di alcuni dipendenti, specialmente quelli il cui inserimento non è stato ottimale, causano una dispersione di energie e risorse da parte di tutte le persone operanti in un’azienda e non solo di chi è portatore del problema. Infatti, il 93% dei dipendenti conviene sul fatto che un buon processo di onboarding è fondamentale per influenzare la decisione di un nuovo arrivato in merito alla sua permanenza nell’azienda. Nonostante ciò ben il 29% afferma di non aver ricevuto un onboarding adeguato al momento del suo arrivo. Si stima infatti che quasi il 10% delle dimissioni potrebbe essere evitato con un adeguato inserimento. Inoltre, circa il 90% dei dipendenti decide se restare o cambiare l'azienda in cui è nei primi sei mesi di lavoro.    Assodata l’importanza di questa attività, il primo suggerimento per svolgerla al meglio è di seguire la regola delle 5C: Compliance, Clarification, Culture, Connection e Check back.  Compliance: introduzione alle policies aziendali e finalizzazione delle procedure burocratiche per l’inserimento e l’inizio dell’attività lavorativa Clarification: comunicazione chiara e trasparente delle aspettative sul candidato, dal ruolo alle performance e spiegazione delle tematiche non chiare al nuovo assunto Culture: la creazione di un “welcome kit” che introduca i nuovi assunti alla storia, mission, vision e valori dell’azienda è utile per favorire l’integrazione dei dipendenti, specialmente se si riesce a mostrare come il loro lavoro contribuirà al raggiungimento degli obiettivi Connection: per quanto scontate, le presentazioni formali a colleghi, supervisori e direttori non vanno mai saltate. Il fatto che le persone tolgano del tempo dalla propria giornata lavorativa per dedicarlo a dare il benvenuto al nuovo arrivato lo fa sentire ben accolto e importante Check back: l’onboarding è un processo lungo, per questo è meglio programmare in anticipo dei momenti di check mensili con i nuovi arrivati, almeno fino ad un anno dall’assunzione  Ci sono diversi modi per dare il benvenuto ad un nuovo assunto: che sia tramite una lettera scritta a mano o con una chiamata da parte del CEO o, perchè no, con un aperitivo organizzato nel weekend precedente alla data d'inizio. La cosa fondamentale è far subito sentire il nuovo dipendente parte integrante dell’organizzazione e risorsa potenzialmente preziosa per tutti.Non ce n’è modo universalmente giusto; ogni azienda ha il suo stile, la sua cultura e le sue abitudini ed è giusto che queste vengano mantenute nell’onboarding, senza però dimenticare che il processo di inserimento è un percorso a volte lungo e faticoso, che non può esaurirsi con un singolo momento di benvenuto. Dato che l’inserimento di una risorsa influenza in modo significativo il suo senso di appartenenza e le sue performance sarebbe di certo auspicabile che tutte le aziende maturino consapevolezza circa la sua importanza.     Camilla MastrapasquaRecruiting consultant - mifhr selezione del personale
Scritto il: 04/12/2020
Le possibili strategie di ripresa economica dopo la pandemia sono diverse, e una in particolare sta acquisendo sempre più popolarità; è quella della settimana lavorativa di 4 giorni. In molti si chiedono come l’implementazione di un cambiamento così radicale sia possibile, ancora di più ci si interroga sul perché le aziende dovrebbero aderirvi e regalare un giorno di riposo in più ai loro dipendenti. La risposta a questi quesiti arriva dall'esperienza empirica dell’azienda neozelandese Perpetual Guardian, che, a seguito dell’implementazione della 4-day week, ha riscontrato maggiore soddisfazione e coinvolgimento dei dipendenti, che sono risultati meno stressati (dal 38% al 45% in meno) e più propensi al teamwork. Anche la produttività aziendale sembra possa giovare di questo cambiamento; infatti, come dimostra uno studio della Standford University, quantità di ore di lavoro e produttività sono negativamente correlate: i lavoratori oberati di lavoro sono meno produttivi. A supportare questa tesi ci sono le graduatorie dei paesi più produttivi al mondo, che mostrano come Norvegia, Danimarca, Germania e Olanda, che riportano una media di 27 ore lavorative a settimana, siano i paesi più produttivi.  Gli aspetti positivi di una settimana lavorativa di 4 giorni non riguardano solo la sfera lavorativa dei dipendenti; a beneficiarne è anche la loro sfera personale. Si intuisce facilmente come 3 giorni di riposo a settimana possano agevolare i genitori nella cura dei figli e migliorare il gender-gap che ancora interessa questo aspetto. Infatti, se in un nucleo familiare i genitori avessero il giorno di riposo “bonus” diverso, la cura dei figli e della casa sarebbe coperta per la maggior parte della settimana. Avere più tempo libero migliora il work-life balance e i lavoratori si possono dedicare ai loro hobby con più costanza e dedizione. In particolare, come nota Jacinda Arden, primo ministro neozelandese, la settimana lavorativa di 4 giorni avrebbe un impatto positivo anche sul turismo nazionale, motivo principale per il quale questa questa strategia è diventata così popolare in questo momento in cui le frontiere sono chiuse e il settore turistico è tra quelli che stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi.Seppure in modo indiretto, della settimana lavorativa di 4 giorni, ne beneficerebbe anche l’ambiente, in quanto diminuirebbero consistentemente gli spostamenti casa-lavoro e l’inquinamento che ne deriva. Un esperimento condotto dallo stato americano dello UTAH ha infatti dimostrato il beneficio in termini ecologici della riduzione della settimana lavorativa a 4 giorni: in soli 10 mesi si risparmiarono ben 1,8 milioni di dollari americani in costi energetici (aria condizionata, luce, corrente elettrica degli uffici) e una riduzione di 6000 tonnellate di CO2 (che equivale all’inquinamento di 2300 macchine all’anno).  E’ importante sottolineare che tutti i suddetti benefici rientrano nell’opzione in cui si lavori  4 giorni a settimana ma si sia pagati per 5. Inoltre bisogna evitare di provare a “compensare” il giorno di assenza in più, sia sotto forma di orario giornaliero (che rimane fisso a max 8 ore) sia cercando di concentrare in 4 giorni quello che prima si faceva in 5.  L’esperimento in Utah, nonostante i risultati apparentemente positivi sia a livello ecologico sia dal punto di vista dei dipendenti, si è comunque concluso come fallimentare a causa dell’insoddisfazione dei clienti, i quali si lamentavano dell’impossibilità di poter accedere ai servizi governativi di venerdì. Tuttavia questo problema potrebbe essere risolto con l’implementazione di una rotazione del giorno di riposo “bonus” o differenziazione dello stesso all’interno dei lavoratori di un medesimo ufficio.Inoltre, l’esperimento è stato realizzato nel 2007, quando i mezzi tecnologici (es. Chatbot), che sicuramente agevolano l’implementazione di una politica aziendale di questo tipo, erano molto più arretrati.Sicuramente nel futuro le modalità lavorative si evolveranno, e situazioni atipiche come quella dell’attuale emergenza sanitaria, accelerano ed incoraggiano i cambiamenti. Se tra 10 anni lavoreremo 4 giorni a settimana o saremo ancora legati ai canonici 5 ancora non lo sappiamo, quello che è certo è che la settimana lavorativa di 4 giorni presenta diversi problemi tuttora irrisolti e molti altri probabilmente ancora sconosciuti, ma gli aspetti positivi sono difficili da ignorare.      Camilla MastrapasquaRecruiting consultant - mifhr selezione del personale
Emmè Web Agency